Umanesimo e riforma nella Corte rinascimentale di Isabel de Vilamarí: Escipión Capece e le sue lettrice

Autori

  • Isabel Segarra Añón Universitat de Barcelona

Abstract

Nella prima metà del XVI secolo e nella corte salernitana dell'ultimo principe della casa sanseverina e di sua moglie, Isabel de Vilamarí (nobile signora di origine catalana), si sviluppò un intenso clima intellettuale. Artisti e umanisti italiani e spagnoli si sono riuniti qui. In questo clima di scambio culturale, attento a partecipare alle idee della Riforma che si diffuse a Napoli grazie a B. Ochino e Valdés, è nata la poesia De principiis rerum dell'ultimo accademico pontano: Escipión Capece. In quest'opera si rintracciano non solo motivi lucretari e virgiliani, ma anche l'influenza dei trattati cosmologici del Pontano. In questo studio, l'autrice propone l'analisi della figura e dell'opera di Capece attraverso le sue lettrice: Isabel de Vilamarí e le donne colte della sua corte.

Parole chiave

Umanesimo, letteratura umanistica, Riforma, Regno di Napoli, donne istruite

Biografia autore

Isabel Segarra Añón, Universitat de Barcelona

Universitat de Barcelona

Pubblicato

03-11-2001

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