Volpi, leoni, lupi e pastori: dominio e governo nel pensiero politico di Llull
Abstract
Il saggio propone la lettura del Llibre de les bèsties di Ramon Llull come uno specchio in cui l'autore, sulla scorta tanto della dottrina ciceroniana, secondo la quale la forza e la frode sono gli elementi che configurano la parte animale della politica, quanto della tradizione letteraria delle favole animalistiche, ricorre alle fiere per istruire il principe sui segreti del dominio. A tale scopo si serve di lezioni che parlano del potere della forza e del potere dell'inganno, prescindendo così da qualsiasi discorso sulla giustizia quale elemento che definisce il buon governo. Riguardo all'uso di tali concetti, l'autore segnala significativi punti di contatto tra l'uso che ne fa Llull e quello che ne fa Dante nella Commedia, con particolare riferimento all'episodio di Guido da Montefeltro nel canto XXVII dell'Inferno. Il confronto mette in luce le analogie tra la descrizione della realtà contemporanea presente nel "Liber de Predicatione" di Llull e quella che Dante affida alle voci di Guido da Montefeltro e di Folchetto di Marsiglia.Parole chiave
Ramon Llull, Dante, specchi del principe, favole animalistiche, astuzia, poterePubblicato
02-11-2013
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