Sonetti per Didone e per Irene nel Rinascimento italiano
Abstract
Il saggio analizza la rappresentazione poetica di due figure, l'una letteraria e l'altra storica, attraverso alcuni sonetti del Rinascimento italiano. Una delle due figure è la regina di Cartagine, Didone, alla quale Tansillo dedicò un enigmatico sonetto, perché senza menzionarne il nome, la donna è ubicata nei 'campi del pianto', rievocando così i 'lugentes campi' di un passo del libro VI dell'Eneide. L'altra figura analizzata è la meno nota Irene di Spilimbergo, pittrice friulana allieva di Tiziano, celebrata da molti poeti contemporanei in occasione della sua prematura morte. In alcuni di questi componimenti la sua immagine, in un gioco linguistico con l'etimologia del suo nome, fu ricreata in uno scenario di pace paradisiaca. Le interpretazioni dei sonetti dedicati alle due figure sono condotte alla luce della fonte virgiliane e sono accompagnate da osservazioni sulle possibili relazioni con riscritture del motivo in autori rinascimentali spagnoli.Parole chiave
Didone e Irene, lirica italiana rinascimentale, poesia latina classica, mitologiaPubblicato
02-11-2013
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