Il fantastico nella drammaturgia italiana del primo Novecento

Autores/as

  • Nicola Pasqualicchio Università degli studi di Verona

Resumen

L’articolo propone un panorama sintetico della presenza del fantastico nella drammaturgia italiana del primo Novecento, in particolare negli anni Dieci e Venti, con il proposito di dimostrare che non è solo attraverso la narrativa, ma anche appunto attraverso la scrittura per il teatro che l’Italia si ricava nel XX secolo quel posto originale nell’ambito del fantastico che non aveva invece raggiunto nel secolo precedente. L’analisi prende le mosse da un’opera di Enrico Annibale Butti che unisce influssi gotici e di Poe con una sensibilità simbolista e una propensione per l’occultismo, per passare poi in rassegna il contributo offerto al fantastico dal teatro sintetico futurista. In seguito lo studio si sofferma sul cosiddetto “teatro del grottesco”, prendendo in particolare considerazione l’opera di Luigi Antonelli, per concludersi con l’esame dell’applicazione al teatro del “realismo magico “ teorizzato da Massimo Bontempelli.

Palabras clave

teatro fantastico, drammaturgia italiana del primo Novecento, teatro futurista, teatro del grottesco, realismo magico

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Biografía del autor/a

Nicola Pasqualicchio, Università degli studi di Verona

Nicola Pasqualicchio è ricercatore di Storia del teatro e dello spettacolo presso l’Università di Verona. I suoi interessi riguardano in particolare la drammaturgia e le teorie teatrali europee dei secoli XIX e XX: in tale ambito ha pubblicato un volume sul teatro di Beckett (Il sarto gnostico, 2006) e vari saggi su Artaud, sul quale ha anche in preparazione una monografia, oltre ad articoli su Delsarte, Ibsen, D’Annunzio, Savinio, Pirandello, Genet, Fo: si è inoltre occupato della recitazione fra teatro e cinema e di alcuni aspetti tematici del teatro shakespeariano.

Negli ultimi anni, coniugando i propri precedenti interessi sulla letteratura fantastica (che avevano tra l’altro portato alla pubblicazione, nel 1993, del volume Maladea sul ritorno degli dei antichi come fantasmi nella narrativa ottocentesca) con quelli relativi alle arti sceniche, ha indirizzato le proprie ricerche sul teatro fantastico, in particolare dell’Ottocento e inizio Novecento, sia con riflessioni storiche ed estetiche di carattere generale (come quella apparsa nel 2012 sulla rivista Pygmalion, o l’introduzione al volume collettaneo da lui curato La meraviglia e la paura. Il fantastico nel teatro europeo, 2013), sia con analisi specifiche di alcuni testi drammatici (in particolare Le Vampire di Alexandre Dumas père e alcuni drammi italiani ugualmente incentrati sulla figura del vampiro, e Il cuore di cera, progetto di balletto fantastico del pittore simbolista  Alberto Martini). Ha inoltre analizzato il tema della “casa perturbante” tra la tragedia antica e la drammaturgia di Materlinck e Strindberg.

Publicado

16-12-2014

Cómo citar

Pasqualicchio, N. (2014). Il fantastico nella drammaturgia italiana del primo Novecento. rumal. evista e investigación obre o Fantástico, 2(2), 11–32. https://doi.org/10.5565/rev/brumal.125

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