Diego de Moxena, il Liber sine nomine di Petrarca e il concilio di Costanza

Autori

  • Íñigo Ruiz Arzalluz Universidad del País Vasco / Euskal Herriko Unibertsitatea

Abstract

Diego de Moxena, francescano attivo nel concilio di Costanza, il 9 giugno 1415 scrisse una lettera a Ferdinando I d’Aragona in cui lo sollecitava ad aderire al concilio e a riconsiderare il suo sostegno a Benedetto XIII. Lo scritto di Moxena rivela un uso del “Liber sine nomine” di Petrarca che richiama l’attenzione sia perché si tratta di una testimonianza precoce nella storia del petrarchismo ispanico, sia soprattutto perché l’insieme di testi costituiti dal proemio e dalle due prime epistole del “Liber sine nomine” non viene utilizzato come un mero repertorio di sentenze, ma diventa il modello sul quale è costruita la lettera in cui, d’altra parte, non viene mai menzionato il nome di Petrarca. D’altro canto, l’autore mette in discussione alcune delle fonti postulate in precedenza da Vázquez Janeiro, che aveva per primo notato la fonte petrarchesca. In appendice si pubblica una nuova edizione della lettera di Moxena.

Parole chiave

Diego de Moxena, Petrarca, Liber sine nomine, concilio di Costanza, petrarchismo ispanico, Dietrich von Münster

Biografia autore

Íñigo Ruiz Arzalluz, Universidad del País Vasco / Euskal Herriko Unibertsitatea

Docente di filologia latina presso la Universidad del País Vasco /Euskal Herriko Unibertsitatea.

Pubblicato

02-11-2015

Come citare

Ruiz Arzalluz, Íñigo. (2015). Diego de Moxena, il Liber sine nomine di Petrarca e il concilio di Costanza. Quaderns d’Italià, 20, 59–87. https://doi.org/10.5565/rev/qdi.383

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