Dante e l'Arte https://revistes.uab.cat/dea La rivista <em>Dante e l’Arte</em> ha come obiettivo mettere in luce e studiare la centralità di Dante nella creazione artistica a lui contemporanea e dei secoli successivi, fino ad oggi. La struttura ordinaria della rivista è in due parti: nella prima ci si occupa esclusivamente di Arte in tutte le sue declinazioni (iconografia, teatro, musica, ecc.) all'interno dell’opera dantesca; nella seconda della sua ricezione nell’Arte (teatro, arti visive, musica, letteratura, ecc.) dal ‘300 in poi. Inoltre si aggiungono una sezione di note relative a pubblicazioni o iniziative legate ai campi tematici d'interesse e un’altra dedicata alle recensioni delle pubblicazioni recenti. <br />Le illustrazioni delle intestazioni sono di <a href="http://www.udg.edu/tabid/22352/language/ca-ES/default.aspx" target="_blank">Narcís Comadira</a>. Universitat Autònoma de Barcelona it-IT Dante e l'Arte 2385-7269 Gli autori i cui contributi vengono pubblicati dalla rivista sono d'accordo per quanto riguarda i seguenti termini:<br /><ol type="a"><li>Gli autori conservano i diritti di autore </li><li>I testi pubblicati nella rivista sono sottoposti, se non indicato diversamente, alla licenza di <a href="https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/">Riconoscimento 4.0</a> Internazionale di Creative Commons. Possono essere copiati, distribuiti e comunicati pubblicamente, nonché adoperati in altre opere, purché ne vengano riconosciuti i crediti (autore, nome rivista, istituzione editrice) nei modi specificati dagli autori o dalla rivista. La licenza completa è consultabile nel sito <a href="https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/">https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/</a>. </li><li>Gli autori sono autorizzati a prendere ulteriori accordi indipendenti per la distribuzione non-esclusiva della versione pubblicata nella rivista (come ad esempio in un repositorio istituzionale o in un libro), purché se ne riconosca l'originale pubblicazione nella rivista. </li><li>Gli autori sono incoraggiati a pubblicare l'opera online (in repositori istituzionali o nel proprio sito web, per esempio) prima e dopo il processo di pubblicazione, con lo scopo di ottenere scambi produttivi e aumentare il numero di citazioni dell'opera (vedasi <a href="http://opcit.eprints.org/oacitation-biblio.html">The Effect of Open Access</a>).</li></ol> Da Dante a Berenson", a cura di A. Pegoretti e C. Balbarini https://revistes.uab.cat/dea/article/view/v7-orsi - Elisa Orsi Copyright (c) 2020 Elisa Orsi https://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2020-11-19 2020-11-19 7 193 198 10.5565/rev/dea.138 L'allegra discesa di Blake nell'Inferno dantesco https://revistes.uab.cat/dea/article/view/v7-corti <p>Blake, appassionatosi a Dante fin dal 1780, dedica gli ultimi mesi di vita (1827) alle illustrazioni della <em>Commedia</em>, lavorando in particolare sull'<em>Inferno, </em>cui dedica la maggior parte delle incisioni, alcune rimaste incompiute. L'artista mescola insieme sensazione e terrore, emozione e passione, ma anche divertimento, ironia, rivelandosi molto complice dei presunti peccatori, che egli, come poeta, preferisce definire “trasgressori”.</p> Claudia Corti Copyright (c) 2020 Claudia Corti https://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2020-12-09 2020-12-09 7 11 28 10.5565/rev/dea.131 Dal testo all’immagine: Blake in dialogo con Dante https://revistes.uab.cat/dea/article/view/v7-villa <p>Il dialogo di Blake con Dante è frutto dell’intersezione tra i modi in cui la <em>Commedia</em> veniva interpretata in Inghilterra tra fine Settecento e inizio Ottocento e la particolare lettura “visiva” fatta da Blake. L’incontro tra parole e immagini, che sin dalle edizioni illustrate della <em>Commedia</em> ha caratterizzato la diffusione del testo dantesco, ha senz’altro influenzato anche le illustrazioni di Blake.</p><p>Il saggio tenta quindi indagare la genesi dell’ispirazione blakiana, passando in rassegna i testi e soprattutto le illustrazioni che Blake poteva avere visto, per ricostruire l’orizzonte interpretativo e visivo entro il quale Blake si è mosso con indiscussa originalità.</p> Marianna Villa Copyright (c) 2020 Marianna Villa https://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2020-10-09 2020-10-09 7 29 58 10.5565/rev/dea.135 “La rinascita della fortuna di Dante in Gran Bretagna vis-à-vis l’ideologia e l’estetica mainstream nell’epoca romantica: il caso della metamorfosi del Lucifero dantesco nella triade Milton, Cary, e Blake. https://revistes.uab.cat/dea/article/view/v7-crisafulli <p>La straordinaria fortuna di Dante nella cultura britannica fra la fine del Settecento e il primo trentennio dell’Ottocento – vista attraverso le lenti di Henry Francis Cary, autore di una traduzione canonica della <em>Commedia </em>in lingua inglese, e quelle di William Blake, il poeta-illustratore di Dante per antonomasia – getta un fascio di luce sulle idee religiose, politiche ed estetiche dominanti in quel periodo. I romantici britannici modernizzano l’escatologia medievale della <em>Commedia</em>, alcuni di essi deteologizzano <em>in toto</em> la visione dantesca. Notevole è la forza attrattiva dell’anticlericalismo dantesco, inteso come segno di proto-protestantesimo. Il paradigma romantico è ambivalente: viene riconosciuta la genialità di Dante, ma il suo peculiare plurilinguismo con forti accenti realistici è ritenuto dissonante nell’epica religiosa. Il realismo figurativo, reputato grottesco, contraddice i dettami del sublime-patetico elaborati da Burke. Eloquente la comparazione fra la rappresentazione dantesca di Lucifero e le sue metamorfosi in epoca romantica, il cui archetipo è il Satana eroico di Milton. H. F. Cary e W. Blake, nel tradurre Dante, dialogano con due testi originali, <em>La Commedia</em> e il <em>Paradise Lost</em>, talché il Satana eroico di Milton si sovrappone al Lucifero bestiale del Canto XXXIV dell’<em>Inferno</em>. Il Satana blakeano – emblema di un’umanità decaduta a causa di un’immaginazione poetica rattrappita – modernizza ma non offusca il sostrato concettuale del male assoluto espresso dalla metafisica cristiana. </p> Edoardo Crisafulli Copyright (c) 2020 Edoardo Crisafulli https://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2020-10-19 2020-10-19 7 59 100 10.5565/rev/dea.137 How can I help thy Husband’s copying Me? Dante tra Blake, Füssli e Flaxman https://revistes.uab.cat/dea/article/view/v7-de-santis <p><span>Non sempre è stata rivolta sufficiente attenzione al fatto che</span><span> i tre più grandi interpreti figurativi della <em>Commedia</em> nell’Inghilterra tra Sette e Ottocento – Johann Heinrich Füssli (1741-1825), John Flaxman (1755-1826) e William Blake (1757-1827) – fossero in stretto contatto tra loro e reciprocamente legati da un solido e durevole vincolo di amicizia. Le illustrazioni dantesche di Blake vengono analizzate alla luce di questo dato fondamentale, ricostruendo le vicende biografiche che caratterizzarono l’amicizia fra i tre artisti e valutando le possibili influenze reciproche all’interno della loro produzione dantesca. </span> </p><p> </p><p> </p><p> </p> Silvia De Santis Copyright (c) 2020 Silvia De Santis https://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2020-10-09 2020-10-09 7 101 128 10.5565/rev/dea.136 Gesti profettici: come Blake disegna il suo Virgilio https://revistes.uab.cat/dea/article/view/v7-curbet <p>Questo articolo si concentra su una figura specifica dell'adattamento visivo della <em>Commedia</em> di Blake: Virgilio, che Dante ha invocato sia come predecessore poetico che come modello etico. I gesti e gli atteggiamenti fisici del personaggio nelle tavole di Blake suggeriscono un inserimento di questa versione di Virgilio all'interno della tradizione della scrittura sacra che l'autore considerava profetica. Come vedremo, ciò ha comportato una decisione consapevole da parte di Blake di abbandonare i valori fondamentali e il significato più ampio di Virgilio nella <em>Commedia</em> originale. L'articolo cerca di offrire una lettura della versione di Blake del poeta mantovano basata sulle nozioni di profezia che egli aveva sviluppato tra il 1804 e il 1820, nelle sue illustrazioni per le opere di John Milton e nel poema miniato <em>Gerusalemme</em>, che deve essere considerato la sua ultima e più decisiva affermazione sull'argomento. Ciò che emergerà non sarà una prospettiva definitiva sul Virgilio di Blake (nessuna lettura può essere considerata "definitiva" per quanto riguarda Blake), ma una in cui i gesti profetici della figura appariranno in tutta la loro potenzialità di significato.</p> Joan Curbet Copyright (c) 2020 Joan Curbet https://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2020-10-09 2020-10-09 7 129 154 10.5565/rev/dea.134 ‘Che son la Pia’: Liminal Female Figures of Intercession in Blake’s illustrations of the Commedia https://revistes.uab.cat/dea/article/view/v7-font <p>While female icons are neither scant nor marginal in Dante’s <em>Divine Comedy, </em>with Francesca and Beatrice at the centre of the story, other women in the <em>Commedia</em> justify their presence as figures that enact and enable transitions, but not necessarily change: Pia in <em>Purgatorio, </em>Canto V, and her plea to Dante to be remembered among the living; Lucia carrying Dante in his sleep up to the threshold of purgatory (Canto IX); or Matilda waiting for Dante on the banks of the river Lethe in <em>Purgatorio</em> (Canto XXIX)<em>.</em> Liminality, conceived not only as a space-between, physically and emotionally, is also a state of intercession, of anagnorisis and of renouncing the lower for the higher: a space for religious intervention, salvation and resurrection. By looking at key women characters in the <em>Commedia, </em>particularly in <em>Purgatorio, </em>the following pages will survey the significance of intercession as a point of arrival in Dante’s <em>Commedia</em> and Blake’s depiction of it, in which female figures, endowed with roles that often imply transition and mediation, coalesce the joint vision of both artist and poet: the transmutation of Pagan into Christian values that can only happen in the realms of the self upon overcoming duality.</p> Carme Font Copyright (c) 2020 Carme Font https://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2020-12-04 2020-12-04 7 155 172 10.5565/rev/dea.140 Francesca da Rimini nel cinema muto americano https://revistes.uab.cat/dea/article/view/v7-ciavolella <p>Nel 1908 la Vitagraph Company of America rilasciò un cortometraggio diretto da J. Stuart Blackton intitolato <em>Francesca di Rimini, or the Two Brothers</em> dela durata di 15 minuti. Lo stesso regista due anni dopo rigirò ua secondo cortometraggio, <em>Francesca di Rimini</em>, dimostrazione evidente della notorietà di cui godeva in quegli anni l’episodio del quinto canto dell’<em>Inferno</em> dsntesco. Nel 1928 il grande regista David Wark Griffith riprese l’episodio in un lungometraggio muto che intitolò <em>Drums of Love</em>.</p> Massimo Ciavolella Copyright (c) 2020 Massimo Ciavolella https://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2020-12-01 2020-12-01 7 175 190 10.5565/rev/dea.139 Introduzione https://revistes.uab.cat/dea/article/view/v7-redazione - Equip de redacció Copyright (c) 2020 Equip de redacció https://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2020-12-14 2020-12-14 7 5 8 10.5565/rev/dea.142