Case di morti. L’interno domestico come spazio perturbante tra il teatro antico e la drammaturgia di Maeterlinck e Strindberg
Resumen
La prima sezione dell’articolo dimostra come in gran parte del XIX secolo la modalità del fantastico prevalente sulle scene europee sia di tipo spettacolare e mirata alla produzione di reazioni immediate di meraviglia o paura da parte del pubblico. In questo caso lo spazio teatrale funziona come una boîte à merveilles, un contenitore di eventi soprannaturali messi in bella vista. Solo verso la fine del secolo, nei drammi di alcuni grandi autori emerge una più raffinata concezione del fantastico, in cui il soprannaturale, oltre ad assumere un forte valore simbolico, irrompe nel “mondo reale” in modo meno evidente ma più efficace e inqiuetante. Lo spazio domestico quotidiano può così diventare ambientazione privilegiata di situazioni o eventi perturbanti o spaventosi. In questo la drammaturgia moderna si riallaccia, più che alla spettacolarità dominante tra teatro barocco e romantico, ad alcune grandi tragedie greche in cui la casa è presentata come il luogo in cui si origina e si annida l’orrore soprannaturale: nella sua seconda parte l’articolo si sofferma a mo’ d’esempio sull’Agamennone di Eschilo.
La terza e la quarta parte dell’articolo si focalizzano sulla trasformazione della tipica ambientazione del dramma borghese, che è appunto l’interno domestico, in uno spazio perturbante che la morte assedia dall’esterno o abita come un segreto parassita. Tale ipotesi è verificata attraverso una dettagliata analisi dello spazio drammatico ne L’intrusa di Maurice Maeterlinck e nella Sonata di fantasmi di August Strindberg. Nel primo dramma uno spazio domestico è reso unheimlich dall’atmosfera di allarmata attesa in cui i personaggi sono coinvolti; una serie di piccoli segnali visivi e soprattutto auditivi consegnano gradualmente questo spazio a una dimensione fantastica particolarmente cupa. Nella pièce di Strindberg una casa “normale” acquisisce via via caratteristiche sinistre, fino a rivelarsi, senza alcun ricorso a convenzionali apparizioni del soprannaturale, un rifugio di morti viventi e un luogo dove tutto è fiaccato da una sorta di possessione vampiresca.
Palabras clave
Spazio nel teatro fantastico, case perturbanti nella tragedia antica e nella drammaturgia modernaCitas
Alonge, Roberto, e Franco Perrelli (2012): Storia del teatro e dello spettacolo, UTET, Novara, 2012.
Alonge, Roberto (1996): Scene perturbanti e rimosse. Interno ed esterno sulla scena teatrale, La Nuova Italia Scientifica, Roma.
Bartoli, Francesco (1992): «Il giardino come spazio dell’anima: Maeterlinck e D’Annunzio», in Silvana Sinisi (ed.), Miti e figure dell’immaginario simbolista, Costa & Nolan, Genova, pp. 251-271.
Di Benedetto, Vincenzo (2008): «Eschilo e lo sviluppo delle forme tragiche», in Eschilo, Orestea, Rizzoli, Milano, pp. 5-190.
Eschilo (2008): Orestea (introduzione di Vincenzo Di Benedetto, traduzione e note di Enrico Medda, Luigi Battezzato, Maria Pia Pattoni), Rizzoli, Milano.
Fava, Elisabetta (1996): «La Chute de la maison Usher», in Piero Gelli (ed.), Dizionario
dell’opera, Baldini & Castoldi, Milano, pp. 225-227.
Koch, Ludovica (1987): «Architetture sognate e mobili medianici nei “drammi da camera” di Strindberg», in Alle origini della drammaturgia moderna. Ibsen, Strindberg,
Pirandello, Costa & Nolan, Genova, pp. 128-139.
Maeterlinck, Maurice (2009): L’Intruse, in Maurice Maeterlinck, Petite trilogie de la mort. L’intruse, Les Aveugles, Les Sept Princesses, Luc Pire, Bruxelles, pp. 9-35.
_ (1928) : La Vie de l’Espace, Bibliothéque-Charpentier, Paris.
_ (1997) : Le Trésor des humbles, in La Belgique fin de siècle. Romans –Nouvelles– Théâtre, Éditions Complexe, Bruxelles, pp. 843-933.
Pasqualicchio, Nicola (2012) : «Prolegómenos a una investigación sobre teatro fantástico», in Pygmalion, num. 4, pp. 13-36.
Rokem, Freddie (1986): Theatrical Space in Ibsen, Chekhov and Strindberg. Public Forms of Privacy, UMI Research Press, Ann Arbor, Michigan.
Strindberg, August (1999): La signorina Julie, in August Strindberg, La signorina Julie. Il padre. Il pellicano (trad. Franco Moccia), Mondadori, Milano, pp. 89-148.
_ (1980): Sonata di fantasmi, in August Strindberg, Teatro da camera (trad. Bruno Argenziano e Luciano Codignola), Adelphi, Milano, pp. 103-150.
Van de Kerckchove, Fabrice (2009) : Une «petite trilogie de la mort»?, in Maurice Maeterlinck,
Petite trilogie de la mort. L’intruse, Les Aveugles, Les Sept Princesses, Luc Pire, Bruxelles, pp. 213-276.
Publicado
Cómo citar
Descargas
Derechos de autor 2013 Nicola Pasqualicchio

Esta obra está bajo una licencia internacional Creative Commons Atribución 4.0.